Un edificio tutto green: EY apre nel cuore di Milano gli «uffici del futuro»

Spazi rivoluzionati, tecnologia all’avanguardia e un’innovativa visione del lavoro «basata sull’innovazione per ottimizzare i processi e lo scambio di know-how», spiega l’ad di Ernst & Young Donato Iacovone

Un luogo simbolo di come l’innovazione possa trasformare e migliorare il lavoro di tutti i giorni, la vita professionale e il team working. Ha aperto le porte giovedì 30 giugno a Milano (in via Meravigli) la nuova sede di Ernst & Young : un edificio di 9 piani, situato nel cuore storico della città, che ospiterà, a partire da luglio, quasi 2.500 persone, 1.200 scrivanie e più di 170 sale riunioni. Ma la vera differenza sta nella particolare attenzione all’uso efficiente dello spazio e delle risorse. Una particolare attenzione è stata rivolta anche alle attività extra lavorative, con aree comuni informali (Hub, cafè, touch down) e la possibilità di utilizzare docce e spogliatoi che consentiranno di praticare attività sportive nei momenti di pausa.

Un edificio che interpreta la Digital Transformation

Donato Iacovone
Donato Iacovone

«Workplace of the future rientra tra i progetti chiave della nostra Vision 2020, che prevede nuove modalità di concepire gli spazi e un diverso modello di lavoro», spiega l’ad Donato Iacovone. La finalità ultima di questo progetto è proprio rompere le barriere, permettendo la convivenza di gruppi multidisciplinari. «Siamo di fronte ad un processo di digitalizzazione che ci vede protagonisti di un profondo cambiamento che non si limita a questa innovativa e tecnologica sede, ma è rivolto anche e soprattutto ad un nuovo modo di lavorare».

Milano patria delle start up

Non è un caso che Milano sia la città che abbiamo scelto per il primo «Workplace of the future» in Italia. Secondo dati della Camera di Commercio di Milano, infatti nei primi mesi del 2016 sono nate qui circa 770 start up sulle 5.000 create in tutta Italia, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo del 2015. Proprio di questi giorni, inoltre, è «la notizia che nella giunta del neo sindaco Sala sarà presente il nuovo Assessorato alla trasformazione digitale: un’intenzione dichiarata da parte della città di voler supportare al meglio le imprese nel complesso processo di digitalizzazione ed avvicinare un numero sempre crescente di persone alle potenzialità della tecnologia», aggiunge Iacovone. Il nostro Paese — non nasconde — «è ancora indietro nei processi di digitalizzazione rispetto all’Europa, nonostante possieda un forte potenziale ancora da sfruttare». Quello che serve, quindi, «è cambiare la cultura del tessuto imprenditoriale italiano, troppo ancorato a vecchi schemi e modalità di business, accompagnandolo ad applicare una nuova cultura dell’innovazione», continua Iacovone. Storico tallone d’Achille italiano, infine, la collaborazione tra università e impresa, un tema complesso che coinvolge scelte strategiche a livello governativo. «Credo possiamo concordare tutti sull’importanza di una sinergia tra università, mondo del lavoro e pa», conclude.

Le specifiche tecniche

Innovare significa anche e soprattutto questo: «rispondere alle nuove esigenze non solo del mercato, ma anche delle persone che lavorano con e per noi». Il nuovo palazzo sarà totalmente sostenibile, concepito secondo lo standard LEED-CS v2009, con stazioni di ricarica auto elettriche, gestione della climatizzazione ambientale e illuminazione dipendente dalla presenza negli ambienti e uso di materiali edili con contenuto riciclato. Particolari tecnologie innovative permetteranno di ottimizzazione il lavoro. Dall’Enterprise Reservation System ERS, servizio di prenotazione delle meeting room al servizio di stampa PrintPlus, fino all’utilizzo di servizi di messaggistica istantanea e videoconferenza per le comunicazioni, con la conseguente totale rimozione di tutti gli apparecchi telefonici fissi dagli uffici.

 

Sorgente: Corriere della Sera

La più grande Passivhouse in costruzione in Germania – INSPIR’ACTION

Vorresti crescere i tuoi figli in un ambiente familiare, senza rinunciare ai vantaggi di vivere in città? Sei un genitore single che apprezza una buona situazione abitativa? O Hai bisogno di aiuto e attribuisci molta importanza alla massima autonomia e flessibilità?Bene, l’Heidelberg Village nel sud ovest della Germania sarà la tua nuova casa. Heidelberg Village sarà una “comunità vivente”  di 15.000 metri quadrati, con due blocchi (composti da 162 unità abitative) da uno a cinque camere da letto e appartamenti che si uniscono alle esigenze dei residenti di diverse generazioni e alle necessità degli individui; con o senza disabilità motorie. Tutti gli appartamenti i hanno ingressi dotati sedie a rotelle e dispongono di un balcone o una terrazza sul tetto. In entrambi gli edifici, ci sono due ascensori. Heidelberg Village – versatile e colorato – è impressionante, con i suoi aspetti strutturali, il suo contenuto e il modello sociale della natura come un habitat sostenibile. A dominare le facciate dei due edifici; giardini verticali con viti selvatiche, glicine, caprifoglio e alberi da frutto. Le pareti esterne saranno coperti con la vernice anti-inquinamento.È costruita per rispondere al principio fondamentale di Passivhauss 15kWh/m2, l’annuale massima richiesta di riscaldamento.L’edificio si attiene anche ai cinque principi della sostenibilità, progettato dall’architetto Wolfgang Frey per coprire l’ecologia, l’accessibilità, l’integrazione, l’innovazione e la redditività.L’edificio aderisce ai cinque principi della sostenibilità: l’ecologia, l’accessibilità, integrazione, innovazione e redditività.Heidelberg Village si basa sul concetto di urbanistica e architettura sostenibile, sia socialmente e ambientalmente”, dice l’architetto Wolfgang Frey di Frey Architekten, che è responsabile per la pianificazione. Il concetto di Heidelberg Village si propone di attirare la gente in una zona diversa con molti contatti sociali. Heidelberg Village è il più grande complesso di energia passiva in tutto il mondo “.

Sorgente: La più grande Passivhouse in costruzione in Germania – INSPIR’ACTION

Alpha Private Equity chiude la raccolta del settimo fondo a 900 milioni

Alpha Private Equity (“Alpha”) ha annunciato il closing finale del suo settimo fondo di mid-market paneuropeo, Alpha Private Equity Fund 7 (“APEF 7”), con commitment totali pari a €903 milioni, significativamente oltre il livello-obiettivo di €800 milioni. Gli investitori sono un gruppo diversificato di fondi pensione,

fondi di fondi, istituzioni finanziarie, società assicurative, family office e agenzie governative in Europa, Stati Uniti e Medio Oriente.

Complessivamente, Alpha ha finora investito oltre €2.9 miliardi in 88 operazioni e realizzato 77 disinvestimenti. Attraverso gli uffici presenti in Italia, Francia, Germania, Benelux e Svizzera, Alpha intende proseguire con la propria strategia di investimento che si basa su un approccio pragmatico e selettivo e si focalizza su investimenti di controllo in società del segmento mid-cap dell’Europa continentale, con un profilo fortemente globale o che fanno dell’innovazione la principale fonte di vantaggio competitivo.

Il commento di Alpha: “Siamo molto felici del riscontro estremamente positivo che il nostro settimo Fondo ha ottenuto sul mercato. Abbiamo superato il nostro obiettivo di €800 milioni, raccogliendo oltre €900 milioni da investitori di alto profilo a livello mondiale. Continueremo a dedicarci con impegno alle aziende del nostro portafoglio, attraverso acquisizioni, miglioramenti delle performance e rafforzamenti dei team, facendo leva sui nostri Operating Partner e CEO di grande successo”.

Sorgente: Alpha Private Equity chiude la raccolta del settimo fondo a 900 milioni

ITALCEMENTI, PISTA CICLABILE CON I.DRO DRAIN

È stata inaugurata sabato 8 giugno la nuova pista ciclabile realizzata da Italcementi per il Comune di Calusco d’Adda (BG) utilizzando i.idro DRAIN, cemento drenante in grado di restituire in modo naturale la pioggia al terreno, senza interrompere il ciclo naturale dell’acqua.

i.idro DRAIN è un prodotto particolarmente adatto anche per la realizzazione di vialetti, marciapiedi, aree pedonali, parcheggi, aree di sosta e strade secondarie. È un materiale con caratteristiche di sostenibilità ambientale: rispetta il ciclo naturale dell’acqua, ricicla le acque piovane, migliora il clima urbano e aumenta la sicurezza delle pavimentazioni perché rispetto alle soluzioni tradizionali aiuta a ridurre il ruscellamento e la formazione di pozzanghere.

LA PISTA. La nuova pista ciclabile segue un percorso separato dalla viabilità ordinaria, evitando così il traffico urbano, e si sviluppa all’interno dell’area di proprietà Italcementi. Gli oltre 700 metri del percorso, a cui si aggiungeranno ulteriori 600 metri in futuro, sono accessibili da tre punti distinti delle vie pubbliche. L’intero tracciato è stato completato con l’installazione dell’apposita segnaletica orizzontale e verticale e con il collegamento dell’impianto di illuminazione pubblica. Sono state inoltre piantumate circa 200 piante di piccolo e medio sviluppo e – in alcuni tratti – sono state inserite barriere protettive in legno e ulteriori elementi di arredo urbano a valorizzazione e sicurezza della pista ciclabile, che si snoda lungo un’area verde di circa 11.700 mq.

Sorgente: ITALCEMENTI, PISTA CICLABILE CON I.DRO DRAIN

Alimentare e pelletteria made in Italy rilanciano in Australia

Trenta aziende in missione a Camberra: il paese registra tassi di crescita economica sopra la media delle economie Ocse. Da 25 anni il Pil australiano non conosce flessione

D’all’Australia Aurelio Ceresoli, vicepresidente di Federalimentare, è tornato ottimista: «La missione è stata molto positiva per le aziende del nostro settore e ci sono buone probabilità che le dichiarazioni di intenti si trasformino presto in contratti. Al made in Italy si sono detti interessati sia i ristoratori sia la grande distribuzione, anche se quest’ultima, più che ai marchi, sembra interessata ai prodotti private label».

La missione in Australia si è conclusa giovedì e ha visto la partecipazione di una trentina di aziende dell’agrifood e della pelletteria guidate dal sottosegretario allo Sviluppo economico, Ivan Scalfarotto, in collaborazione con Confindustria, Ice, Federalimentare, Assocalzaturifici, Aimpes e Rete Imprese Italia.

Paese ricco di risorse naturali, l’Australia registra tassi di crescita economica sopra la media delle economie Ocse, tanto che ormai sono 25 anni che il Pil australiano non conosce un dato in flessione. «In Australia abbiamo raggiunto traguardi importanti nel settore agroalimentare e nel comparto calzature-pelletteria – ha dichiarato Piergiorgio Borgogelli, direttore generale dell’Ice -: l’Italia è al sesto posto tra i fornitori agroalimentari, con un trend del +2,7% nell’export 2016, mentre nei prodotti calzaturieri e nella pelletteria siamo al quarto posto con una crescita del 13,9% nel 2016». L’interscambio commerciale totale si aggira intorno ai 4 miliardi.

POLITICA COMMERCIALE 7 gennaio 2017
L’Australia revoca i dazi antidumping sulle conserve italiane
Nei quattro giorni che la delegazione ha speso fra Sidney e Melbourne le imprese hanno partecipato a numerose exhibition e hanno incontrato le due principali catene della Gdo australiana, Coles e Woolworths. Oggi l’agrifood italiano più esportato sono le bevande e le conserve di ortaggi e legumi, anche se le vendite di sughi e pelati made in Italy erano recentemente calate per effetto dell’applicazione dei dazi antidumping, che poi Canberra a gennaio ha parzialmente revocato. Un problema, quello degli ostacoli al commercio, di cui il governo italiano intende farsi carico: «Nella prospettiva di un rafforzamento delle nostre relazioni bilaterali anche attraverso un eventuale accordo di libero scambio tra Ue e Australia il cui mandato negoziale è oggi in via di valutazione a livello europeo – ha dichiarato Scalfarotto, di ritorno da Melbourne -, l’Italia lavora perché siano superate le difficoltà rappresentate da alcuni ostacoli non tariffari quali dazi antidumping, barriere fitosanitarie e denominazioni di origine».

Anche le aziende italiane della pelletteria si dicono soddisfatte delle opportunità offerte dal mercato australiano, che può contare su 24 milioni di consumatori con il sesto patrimonio pro capite più alto al mondo: «Ci interessa – spiega Riccardo Braccialini, presidente dell’Aimpes, l’associazione dei pellettieri – non solo per i consumatori interni, ma anche in quanto meta di un crescente turismo dalla Corea del Sud, dalla Cina e dal Giappone. Certo, il mercato australiano non è facile: aprire un negozio a Sidney costa quanto aprirlo a Londra o a Singapore».

«Siamo tornati in Australia a distanza di oltre quattro anni dall’ultima missione imprenditoriale di Confindustria nel settore delle infrastrutture – conclude Licia Mattioli, vicepresidente per l’Internazionalizzazione di Confindustria -. Qui i prodotti italiani sono particolarmente ambiti e sono certa che questa missione abbia contribuito a creare un interesse ancora maggiore».

Sorgente: Alimentare e pelletteria made in Italy rilanciano in Australia – Il Sole 24 ORE

Digital Summer Camp – Porte Aperte | H-Farm

Il futuro che abbiamo immaginato è solo all’inizio, costruiscilo insieme a noi.

Il 7 giugno apriamo le nostre porte per presentare i Digital Summer Camp, i nostri laboratori estivi per bambini e ragazzi dai 5 ai 18 anni, che comprendono laboratori di Minecraft, robotica, digital fabrication, videogame, Scratch, digital storytelling, graphic e web design.

Ci sono due turni disponibili, per un massimo di 35 persone per ciascun turno:

  • 16.30-17.30
  • 17.30-18.30

Per maggiori informazioni scrivi a labsandcamps@h-farm.com

Sorgente: Digital Summer Camp – Porte Aperte | H-Farm

Investire in Champagne? Costa un po’ meno, a causa di Londra 

Scendono i prezzi dei terreni in Champagne (-2,26%). Secondo l’analisi dell’agenzia francese Safer, ripresa dal sito specializzato Winenews, nel 2016 la cifra mediamente versata per acquistare un ettaro vitato nella zona della denominazione del metodo classico più prestigioso del mondo è scesa di 30 mila euro rispetto all’anno precedente, per un valore di 1,113 milioni […]

Sorgente: Investire in Champagne? Costa un po’ meno, a causa di Londra – Wine Pambianco Wine Pambianco

Contributi imprese Turistiche FVG fino al 50% a fondo perduto 

finanziamenti a fondo perduto FVG fino al 50% a fondo perduto 

Operativo a breve il canale contributivo per gli investimenti relativi alla riqualificazione, la ristrutturazione e l’ammodernamento delle strutture turistiche per ottenere un miglioramento qualitativo e quantitativo dell’offerta turistica con un contributo a fondo perduto fino al 50%.

Regime d’aiuto ed ammontare del contributo:

I contributi a fondo perduto sono rivolti alle micro, piccole e medie imprese del Friuli Venezia Giulia che operano come strutture alberghiere, appartamenti per le vacanze e strutture ricettive all’aria aperta.

Tipologie di investimento finanziato:

  1. interventi di ampliamento, di ristrutturazione, di ammodernamento e di straordinaria manutenzione,
  2. acquisto di arredi ed attrezzature per un importo minimo della spesa ammissibile pari a 10.000,00 euro,
  3. realizzazione di parcheggi con almeno tre posti auto, anche mediante l’acquisto di immobili, a servizio delle strutture ricettive alberghiere.

I progetti per la realizzazione delle iniziative devono tenere conto della normativa in materia di superamento delle barriere architettoniche nel rispetto della relativa normativa nazionale.

L’importo della spesa ammissibile deve essere compresa tra un minimo di 20.000,00 euro ed un massimo di 400.000,00 euro.

Il contributo è pari al 50% della spesa ammissibile ed è concesso secondo la regola “de minimis”.

Per la presentazione delle domande 2017, la decorrenza dei termini verrà fissata con apposito avviso pubblicato sul BUR.

Per ulteriori informazioni non esitare a contattarci, troverai personale qualificato che ti seguirà in tutta la pratica per l’ottenimento del contributo e anche per i lavori, con il nostro team di specialisti.

fonte: Renov@ Green & Business Solutions

Dal 16/03 – Contributo regionale all’80% per i Campeggi

Operativo dal 16/03 un nuovo canale di contributo per gli investimenti relativi ai campeggi del FVG in area montana, per proprietari e conduttori di strutture pubbliche e private.

Regime d’aiuto ed ammontare del contributo:

Il contributo è concesso nella misura massima di euro 200.000,00 e fino all’ 80% della spesa ammissibile. Le agevolazioni vengono erogate in regime “de minimis” e nei limiti delle risorse disponibili.

Iniziative Finanziabili:

A) Acquisto di arredi e attrezzature

B) Lavori di ammodernamento, ampliamento, ristrutturazione e manutenzione, straordinaria e di ammodernamento.

C) Realizzazione di parcheggi, anche  mediante l’acquisto di immobili a servizio delle strutture ricettive;

D) Attività di promozione turistica. 

Ogni richiedente può presentare per una sola struttura destinata a campeggio al massimo due domande di contributo, una per le tipologie  A) e/o B) e/o C) ed una per la tipologia d’Intervento D).

Le domande 2017 dovranno essere presentate entro il 15/04/2017.

Per ulteriori informazioni non esitare a contattarci, troverai personale qualificato che ti seguirà in tutta la pratica per l’ottenimento del contributo e anche per i lavori, con il nostro team di specialisti.

fonte: Renov@ Green & Business Solutions