Fsi: lancia nuovo fondo di fondi sovrani per il Made in Italy 

Nasce il fondo FSI Mid‐Market Growth Equity Fund per alimentare la crescita delle imprese del Made in Italy. Dotazione iniziale di 1 miliardo, ma obiettivo è raggiungere i 2 miliardi
Fsi: lancia nuovo fondo di fondi sovrani per il Made in Italy 
Fsi: lancia nuovo fondo di fondi sovrani per il Made in Italy 

Il Fondo Strategico Italiano avvia un nuovo strumento per consentire gli investimenti in imprese italiane del Made in Italy. FSI Sgr, nel quadro della riorganizzazione prevista dal Piano Industriale al 2020 del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, ha infatti lanciato FSI Mid‐Market Growth Equity Fund, dedicato appositamente “alle imprese leader del Made in Italy con prospettive di crescita, trasformazione e consolidamento nei mercati internazionali, al fine di supportarle in tutto il loro percorso di crescita con una logica da investitore paziente”.

La dotazione iniziale sarà di oltre un miliardo di euro, ma l’obiettivo è raggiungere i due miliardi di capitali da investire e magari da “incrementare significativamente con i co‐investimenti degli investitori”. Oltre a CdP, nel ruolo di anchor investor, figurano come sottoscrittori alcuni principali fondi sovrani di Medio Oriente, Estremo Oriente e Asia Centrale, società di assicurazione e banche europee, fondazioni e asset manager. Nei closing successivi sono attesi fondi pensione italiani e internazionali e finanziarie di alcuni gruppi industriali. Per il momento non sono state fornite indicazioni più precise sugli investitori ma indiscrezioni degli ultimi giorni fanno riferimento a grandi fondi sovrani come quelli del Qatar e del Kuwait.

Caratteristica del nuovo strumento sarà non solo la focalizzazione su un singolo Paese ma anche una “marcata vocazione ad attrarre capitali internazionali”. Infatti gli investitori esteri rappresentano, nel primo closing, il 60% del totale”.

Il Fondo, guidato dall’amministratore delegato Maurizio Tamagnini, già numero uno di Fondo Strategico Italiano, avrà il compito di investire in partnership con imprenditori, famiglie e manager per la crescita dimensionale delle aziende facilitando i processi di successione e favorendo un percorso di quotazione in Borsa. Gli investimenti saranno principalmente di minoranza e con limitato ricorso alla leva finanziaria. Il Fondo non investirà in società in stato di crisi, attività immobiliari, infrastrutture greenfield, banche e assicurazioni.

“FSI si pone come ponte fra gli investitori di lungo periodo, tra cui i fondi sovrani, e le eccellenze italiane, fornendo alle aziende carburante per la crescita accanto agli imprenditori”, ha dichiarato Tamagnini.

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Kryalos sgr compra Palazzo Mellerio a Milano con il fondo All Star 

Palazzo Mellerio a Milano
Palazzo Mellerio a Milano

Il fondo All Star gestito da Kryalos sgr ha comprato Palazzo Mellerio a Milano, in Corso di Porta Romana 13. A vendere è stato il fondo Alloro gestito da BnpParibas Reim sgr(scarica qui il comunicato stampa).

Il Palazzo è un edificio storico risalente al 1750, anno in cui l’edificio, acquistato da Gianbattista Mellerio, fu completamente rinnovato sotto la direzione dell’architetto Simone Cantoni. La superficie complessiva è di 2.500 mq.

Questo investimento del fondo All Star, che è stato lanciato da Kryalos lo scorso dicembre e sottoscritto da Blackstone, segue l’acquisizione dello scorso dicembre di un immobile del gruppo Pirelli (si veda altro articolo di BeBeez) e l’acquisizione dello scorso marzo di un portafoglio di tre immobili del gruppo Allianz, tra cui quello di Piazza Velasca (si veda altro articolo di BeBeez).

Il fondo All Star ha inoltre annunciato ieri la firma di un contratto preliminare di acquisto di due immobili a Milano e Roma da un primario gruppo bancario per complessivi 5.000 mq.

Paolo Bottelli, amministratore delegato di Kryalos sgr, ha spiegato che “Palazzo Mellerio sarà oggetto di un importante programma di ristrutturazione e valorizzazione in ottica uffici e verrà collegato direttamente al Palazzo di Piazza Velasca di Caccia Dominioni che abbiamo acquisito a inizio anno. Con questo intervento le due realtà immobiliari diveranno un’unica realtà aumentandone le potenzialità di utilizzo”.

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Rödl sigla una partnership con Italia Startup

Rödl sigla una partnership con Italia StartupRödl ha siglato la partnership con l’associazione Italia Startup con l’obiettivo di sostenere i progetti d’impresa innovativi e internazionali.

Italia Startup è un’associazione che riunisce le giovani imprese innovative ad alto potenziale di crescita e tutti coloro che, persone fisiche, enti o persone giuridiche, si occupano a qualsiasi titolo di facilitare, supportare, gestire e valorizzare progetti di start-up, tra cui incubatori/acceleratori, investitori e soggetti abilitatori allo sviluppo di giovani imprese innovative.

Silvio Rizzini Bisinelli (in foto), partner dello studio Rödl di Padova, ha affermato: “Lo studio e Italia Startup condividono plurimi obiettivi, tra cui i principali sono stimolare  progetti d’impresa innovativi, far conoscere e valorizzare le giovani iniziative imprenditoriali anche al di fuori del mercato locale e avvicinare il mondo delle startup a quello dei grandi driver di impresa del mondo.”

Sorgente: Rödl sigla una partnership con Italia Startup – TopLegal dal 2004 il mercato legale

Polis Fondi SGR ottiene finanziamento per il fondo real estate 

BNP PARIBAS
BNP PARIBAS

Polis Fondi SGR ha ottenuto un finanziamento erogato da BNP Paribas, in qualità di mandated lead arranger, in favore di un fondo di investimento immobiliare alternativo riservato promosso e gestito dall’SGR.

L’operazione è volta al rifinanziamento di un portafoglio di asset immobiliari recentemente acquisiti dal fondo.

Grimaldi Studio Legale ha assistito Polis Fondi nell’operazione, con un team composto da Carmine Oncia, Paolo Rulli, Marco Gagliardi e Ivana Magistrelli e per gli aspetti fiscali con Carlo Cugnasca.

Grimaldi – con un team composto da Paolo Rulli e da Ivana Magistrelli – ha assistito la sgr anche in relazione all’operazione di acquisizione e alla negoziazione della relativa documentazione contrattuale.

Lo studio Gianni Origoni Grippo Cappelli & partners ha assistito la banca, con un team composto dal partner Giuseppe De Simone, dal senior associate Piergiorgio Picardi e dagli associate Alessandro Garelli e Daniele Mari e dal partner Fabio Chiarenza e dalla senior associate Francesca Staffieri per gli aspetti fiscali, dal partner Biagio Giliberti e dall’associate Enrico Esposito per gli aspetti di diritto amministrativo e dal counsel Marco Rinaldi per i profili di diritto immobiliare.

Scritto: Scritto da PBVPartners

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Proventi alle Cayman non imponibili se il FONDO è vigilato

Diritto tributario e dintorni, rubrica a cura dell’avv. Antonio Longo, DLA Piper Studio Legale Tributario Associato

Un organismo di investimento estero (i) istituito, nella forma di exempted limited partnership, ai sensi del diritto delle Isole Cayman e (ii) la cui gestione è affidata ad un gestore professionale soggetto alla vigilanza della Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense può beneficiare del regime di non imponibilità in relazione ai proventi derivanti dalla partecipazione a un fondo immobiliare italiano ai sensi dell’art. 7, comma 3, D.L. 25 settembre 2001, n. 351.

Sono questi i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate nella risoluzione n. 78/E del 27 giugno 2017.

L’art. 7, comma 3, D.L. n. 351, citato, prevede un regime di esclusione da tassazione dei proventi – derivanti dalla partecipazione a fondi immobiliari italiani – percepiti da OICR esteri istituiti in Stati e territori inclusi nel D.M. 4 settembre 1996 e successive modificazioni (cd. white list).
Si tratta, in particolare, degli OICR che, secondo la normativa vigente nello Stato estero in cui sono istituiti, presentano i requisiti sostanziali nonché le stesse finalità di investimento dei fondi e degli organismi italiani, a prescindere dalla loro forma giuridica e dalla eventuale soggettività tributaria; ciò a condizione che sussista una forma di vigilanza sul fondo o organismo ovvero sul soggetto incaricato della gestione dello stesso (in questi termini si era espressa la stessa Agenzia delle Entrate nella Circolare n. 2/E del 2012).
Nel caso oggetto della risoluzione, il fondo è un organismo di investimento collettivo del risparmio istituito nelle Isole Cayman (Paese recentemente incluso nella predetta white list) e la cui attività di gestione è effettuata dal proprio general partner (anch’esso costituito come limited partnership ai sensi del diritto delle Isole Cayman); in particolare, quest’ultimo ha il potere di controllo e di gestione dell’attività di ordinaria amministrazione dell’organismo di investimento e risponde con responsabilità illimitata.
Ai fini della verifica della sussistenza del requisito della vigilanza prudenziale in capo al fondo o al soggetto incaricato della relativa gestione, l’Agenzia ha valorizzato – in maniera condivisibile – il fatto che, sulla base della normativa statunitense, i gestori devono registrarsi presso la SEC presentando il cd. “Form ADV”. Con questo adempimento, alla SEC vengono comunicate tutte le informazioni concernenti la struttura organizzativa, l’attività svolta, i soggetti affiliati e i rapporti commerciali con l’indicazione delle masse gestite.
Nell’ambito della struttura dei fondi d’investimento, è possibile che sia il general partner sia la società di gestione siano soggetti al requisito della registrazione e al controllo da parte della SEC. In tal caso, vi è la facoltà di effettuare una sola registrazione attraverso la compilazione di un unico “Form ADV” (cd. umbrella registration), al fine di richiedere la registrazione per se stessi e per gli altri gestori che fanno parte del medesimo gruppo (cd. relying adviser), purché i soggetti coinvolti svolgano nel complesso un’attività unitaria. Tutti i soggetti “registrati” sono sottoposti a valutazione da parte della Sec al momento della registrazione ed ai controlli obbligatori durante lo svolgimento della loro attività.
Ebbene, nel caso di specie, la registrazione presso la Sec era stata perfezionata congiuntamente sia dal general partner sia dal gestore del fondo istituito alle Cayman. L’Agenzia ha quindi ritenuto che entrambi potessero considerarsi soggetti a vigilanza prudenziale ai fini dell’applicazione del regime di non imponibilità dei proventi corrisposti dal fondo immobiliare italiano.

Peraltro, posto che la Sec non rilascia una specifica attestazione da cui si evince che i soggetti interessati sono sottoposti a vigilanza, al fine della applicazione del regime fiscale di favore, l’Agenzia ha ritenuto sufficiente la presentazione al fondo immobiliare italiano (ovvero all’intermediario depositario delle quote) della copia del “Form ADV” e delle eventuali modifiche di accompagnamento depositate presso la Sec, tenendo conto anche delle risultanze rinvenibili sul sito ufficiale della stessa commissione.

Avv. Antonio Longo
Avv. Antonio Longo
L’Avv. Antonio Longo è associato nel dipartimento di diritto tributario di DLA Piper Studio Legale Tributario Associato ed ha maturato una consolidata esperienza nell’assistenza a clienti istituzionali e privati, italiani ed esteri, con particolare riferimento agli aspetti di fiscalità nazionale ed internazionale relativi a transazioni commerciali e societarie, all’imposta sul valore aggiunto, alle imposte di successione e donazione, alla fiscalità immobiliare e al sistema sanzionatorio tributario.
Assiste persone fisiche e famiglie con grandi patrimoni (high net worth individuals), intermediari finanziari, trust companies e family officers in relazione ai profili legali e tributari connessi al passaggio generazionale, agli strumenti di protezione patrimoniale, al trasferimento di residenza all’estero e alla riorganizzazione del patrimonio personale e di impresa. Si occupa di procedure di interpello nazionali ed internazionali, assiste i clienti nell’ambito della procedura di voluntary disclosure, nella definizione pre-contenziosa e contenziosa delle controversie tributarie ed ha maturato esperienza in materia di diritto penale-tributario.
E’ autore di articoli sul Sole 24 Ore e sulle principali riviste di diritto tributario.

Tages Helios rifinanzia il portafoglio fotovoltaico SunReserve per 360 mln

fondo Tages Helios, gestito da Tages Capital sgr
fondo Tages Helios, gestito da Tages Capital sgr

Il  fondo Tages Helios, gestito da Tages Capital sgr e specializzato in investimenti nel settore fotovoltaico in Italia, ha annunciato ieri il closing del rifinanziamento integrale del portafoglio SunReserve di  9 impianti fotovoltaici per un totale di circa 101 MWp di capacità installata, acquisito lo scorso 31 agosto 2016 da First Reserve Energy Infrastructure. Tra gli impianti rifinanziati c’è quello  di Rovigo, uno dei più grandi d’Europa con una potenza di circa 70 MW ed un’estensione di oltre 850 mila metri quadrati (si veda qui il comunicato stampa).

Il finanziamento da 359,6 milioni di euro e prevede tre linee di credito, fra cui  il term loan e una linea revolving per finanziare i crediti Iva dei veicoli societari, ed è stato erogato da Banca Imi, Banco Bpm, Banco Santander, BnpParibas ,  Cassa Depositi e Prestiti,  Natixis, Société Générale e UniCredit ,  con Unicredit che è  intervenuta anche in qualità di facility agent e account bank.

Il finanziamento ha  le stesse  caratteristiche del  rifinanziamento del dicembre 2016 del portafoglio  di impianti fotovoltaici acquisito sempre nell’agosto 2016 da First Reserve, noto come 9Ren, e costituito da 51 impianti detenuti attraverso 19 veicoli societari, per un totale di circa 55.4 MW di capacità installata (si veda altro articolo di BeBeez).

Tages Capital sgr  è stata assistita da Norton Rose Fulbright Studio Legale, mentre Clifford Chance ha assistito le banche finanziatrici.

Tages Helios annunciato il closing definitivo della raccolta a quota 253 milioni di euro qualche settimana fa (si veda altro articolo di BeBeez),  di cui circa 100 milioni sono disponibili per nuovi investimenti nei prossimi mesi, dopo che dal lancio nel 2015 il fondo ha già  investito in impianti per una potenza installata complessiva pari a 157 MWp, divenendo il terzo operatore italiano nel settore del fotovoltaico

Il fondo Tages Helios è stato lanciato da Tages Capital  proprio a valle dell’ingresso nel capitale della controllante Tages Holding da parte di Umberto Quadrino, forte del suo passato a capo di Edison. Quadrino ha precisato: “Siamo particolarmente fieri di avere raccolto l’interesse dei più importanti istituti bancari europei, ricevendo commitment pari a circa il 150% del richiesto, a conferma delle capacità organizzative, della robustezza della struttura finanziaria e del ruolo del Fondo Tages Helios quale primario player nel settore fotovoltaico italiano”.

Il rendimento degli asset acquisiti è oggi superiore all’8% all’anno, anche grazie al fatto che il fondo ha svolto in questi mesi un importante lavoro di efficientamento degli impianti acquisiti, condotto da Delos Power, società nata dalla partnership tra Tages Helios e Renam srl, primario operatore italiano nel settore della gestione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Sorgente: Tages Helios rifinanzia il portafoglio fotovoltaico SunReserve per 360 mln – BeBeez.it

Valorizzazione patrimonio Vicenza a Invimit e Investire sgr

Valorizzazione patrimonio Vicenza a Invimit e Investire sgr
Valorizzazione patrimonio Vicenza a Invimit e Investire sgr

 

Sulla valorizzazione degli immobili comunali questa mattina è stato fatto un importante passo avanti in giunta. L’esecutivo di palazzo Trissino, infatti, ha autorizzato la società Investire SGR a proporre il progetto di valorizzazione degli immobili comunali al fondo gestito da Invimit, allo scopo di ottenere una manifestazione d’interesse e il conseguente via libera al finanziamento da parte di quest’ultima del progetto, per un importo di circa 51 milioni di euro. Nel contempo l’amministrazione ha deciso di aprire una fase di approfondimento e concertazione prima di elaborare una proposta di deliberazione per il consiglio comunale, nel prossimo autunno.

Di fronte alla proposta di SGR – ha detto Achille Variati – il Comune ha tre strade: fare da solo, ma ammesso che riesca a vendere gli immobili da alienare non avrebbe mai la possibilità di indebitarsi per gli 11 milioni di euro che comunque mancherebbero all’operazione; non fare nulla, ma i costi di gestione e manutenzione degli edifici pubblici potrebbero diventare nei prossimi anni talmente onerosi da porlo comunque in una situazione di forte sofferenza; oppure valutare con attenzione il conferimento nel fondo, come il nostro consulente Nomisma e Anci ci stanno suggerendo. Abbiamo deciso di proseguire nell’approfondimento. Ci rendiamo conto che siamo a fine mandato, non vogliamo fare nessuna forzatura, ma riteniamo di dover governare fino alla fine, operando per il bene comune e nello stresso tempo raccogliendo il sentimento della città. Del resto l’interesse di Invimit, società del ministero del tesoro, sembra esserci adesso, ma potrebbe non esserci più tra qualche anno. E se davvero vi è una realtà pubblica disposta a investire 50 milioni di euro in questo disegno, chi è lo sciagurato che può permettersi di respingere la proposta al mittente senza neanche guardarci dentro con grande attenzione. Faremo le nostre analisi, ascolteremo la città e poi decideremo il da farsi“.

Gli obiettivi principali del piano riguardano la riqualificazione del patrimonio immobiliare, la realizzazione di un nuovo edificio nell’area ex Domenichelli, per la nuova sede della polizia municipale e alcuni edifici comunali, la realizzazione della nuova biblioteca comunale nell’ex scuola Giuriolo ristrutturata, la realizzazione di nuove attività economiche per la città, tra cui un hotel di elevato livello in centro, un nuovo parcheggio coperto, alloggi sociali per la terza età e più in generale l’attivazione di investimenti superiori a 50 milioni di euro, con una conseguente ricaduta positiva sull’indotto cittadino.

Per perseguire questi obiettivi – ha ricordato l’assessore Cavalieri – la società SGR ha proposto un’operazione che comprende undici edifici pubblici, di cui ben quattro dismessi. All’ex caserma della guardia di finanza propone residenze e uffici; all’ex tribunale un parcheggio che libererebbe dalle auto piazza Matteotti e il primo piano del parcheggio di Santa Corona, all’ex Fiera del Giardino Salvi troverebbero posto negozi e ristorazioni; all’ex Giuriolo una nuova biblioteca; palazzo Costantini si trasformerebbe in residenze; palazzo Negrisolo idem, asciato libero dal comando la cui nuova sede si sposterebbe all’ex Domenichelli; il palazzo ex Aci manterrebbe la destinazione a uffici, però privati, mentre l’ex scuola Giusti ospiterebbe residenze per anziani e l’edificio attiguo a palazzo Trissino che si affaccia su contra’ Del Monte avrebbe destinazione commerciale e direzionale. Cuore dell’operazione è palazzo degli Uffici: libero dagli uffici comunali destinati a spostarsi in via Torino, viene indicato nel progetto come sede di un prestigioso hotel. Il Comune in questa operazione metterebbe in gioco immobili per un valore di venti milioni di euro. Dovrebbe affrontare fino alla chiusura del fondo un canone per l’utilizzo dei beni che poi tornerebbero di proprietà comunale e realizzerebbe importanti risparmi in tema di costi di gestione e manutenzione.

Questa – ha commentato l’assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Dalla Pozza – è una vera operazione di rigenerazione e riqualificazione urbana: rimette in gioco palazzi chiusi da anni, riporta la residenza in centro storico, riqualifica l’area di via Torino, già inserita nei programmi del bando periferie e dell’alta velocità. Dal punto di vista del disegno della città questo progetto si inserisce perfettamente in un quadro coerente, equilibrato, in cui residenza, mobilità, riqualificazione, riempimento dei vuoti fanno parte di una proposta unitaria che il Comune da solo non potrebbe mai realizzare e che prevede altrettante ricadute positive per il privato“.

Il progetto ha ottenuto il parere positivo della Fondazione Patrimonio Comune dell’Anci, che peraltro ha supportato l’amministrazione in tutte le fasi della complessa operazione, e un via libera sul fronte della sostenibilità di impatto e di rischio da Nomisma, appositamente incaricata dal Comune a seguito di gara.

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Milano: oggi accordo scali ferroviari tra FS e Regione

riqualificazione degli ex scali ferroviari milanesi ,social housing
riqualificazione degli ex scali ferroviari milanesi ,social housing

È in dirittura d’arrivo l’accordo per la riqualificazione degli ex scali ferroviari milanesi. La giunta della città e quella della Regione Lombardia vareranno oggi il nuovo documento che dovrà successivamente essere sottoscritto da Fs Sistemi Urbani.

Dalla firma dell’accordo partiranno  i 30 giorni di tempo entro cui il consiglio comunale di Milano dovrà ratificarlo, pena la decadenza.

Il nuovo progetto, rispetto al precedente, presenta alcune modifiche. Aree verdi e housing sociale.

Il documento che sarà sottoscritto oggi recepisce anche le indicazioni che sono arrivate dal Consiglio Comunale, che la scorsa settimana ha approvato la mozione di due consiglieri del gruppo Pd Beppe Sala Sindaco: Bruno Ceccarelli e Carlo Monguzzi.

Nella mozione vengono date le ultime indicazioni alla giunta da accludere all’accordo di programma, che poi dovrà tornare in Consiglio per la ratifica.

Ferrovie si impegnerà a migliorare il servizio su ferro, realizzando la cosiddetta “Circle Line” che unirà in circuito le aree, potendo inoltre valorizzare i propri immobili.

Carlo Monguzzi, consigliere comunale di Milano: “La maggioranze di due terzi del Consiglio Comunale ha approvato la mozione votata il 15 giugno. Però rimane un terzo del consiglio, che con il regolamento comunale che abbiamo, può bloccare tutto per anni”.

Oggi si conosceranno maggiori dettagli sull’accordo programmatico. Il Sindaco Giuseppe Sala ha anticipato alcuni elementi chiave con una diretta Facebook: “La prima regola è che il 65% sarà a verde” ha sottolineato il sindaco. “E poi costruiremo solo quello che serve: circa il 30% sarà social housing ed edilizia sovvenzionata. Siamo contenti che arrivano giovani dal mondo ma dobbiamo dare loro case in affitto a prezzi decenti”.

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Centro Botín a Santander: countdown per l’apertura del museo firmato Renzo Piano – Il progetto è realizzato con Luis Vidal Arquitectos

Il progetto è realizzato con Luis Vidal Arquitectos

È iniziato lo scorso lunedì il programma di eventi che culminerà con l’inaugurazione, il 23 giugno, del centro Botín a Santander, prima opera di Renzo Piano realizzata in Spagna. Si inizia con visite riservate e poi il 22 la presentazione alla stampa spagnola e internazionale, il giorno successivo una festa inaugurale e poi dal 24 tutti potranno visitare il nuovo e iconico edificio affacciato direttamente sulle acque della Baia di Santander.

Si tratta di un centro d’arte privato, finanziato dalla Fundación Botín, una fondazione creata nel 1964 con l’intento di promuovere lo sviluppo sociale della Cantabria. Il progetto è nato all’incirca 6 anni fa (nel 2012 la posa della prima pietra) e fu fortemente voluto da Emilio BotÍn (scomparso a settembre 2014), presidente del Banco Santander.

centro Botín a Santander,
centro Botín a Santander,

L’obiettivo del nuovo centro – dichiara la Fondazione – è quello di dar vita ad un centro di riferimento per l’arte in Europa, dove poter anche apprendere e lasciarsi ispirare. E, seppure parlare di un effetto Bilbao (tra l’altro il Guggenheim di Gehry è ad un centinaio di chilometri di distanza) è ormai anacronistico, comunque si guarda al nuovo contenitore come ad un «motore  di sviluppo che generi ricchezza economica, sociale e culturale per la Cantabria e per il Nord della Spagna», dichiara Iñigo Sáenz de Miera, direttore generale della Fundación Botín.

Renzo Piano ha sviluppato il progetto con Luis Vidal Arquitectos, studio di Madrid che nel curriculum ha, tra tanti importanti progetti, il terminal numero 2 dell’aeroporto di Heathrow di Londra e l’aeroporto di Saragozza.

IL VIDEO DI PRESENTAZIONE

Pelle cangiante in dischi di ceramica

Ceramica, acciaio e vetro sono i principali materiali che formano la nuova architettura. Gran parte della superficie è ricoperta da dischi in ceramica – in tutto 270mila elementi, caratterizzati da una superficie bombata, simile alla madreperla, in grado di riflettere il cielo e il mare. Si tratta di un materiale utilizzato per meglio integrare la nuova costruzione nell’ambiente e per conferirle leggerezza.

centro Botín a Santander,
centro Botín a Santander,

© Gerardo Vela

L’edificio si stacca da terra per non intralciare la prospettiva verso il mare e si compone di due volumi, uno dedicato all’arte e l’altro alle attività culturali e di formazione. All’interno dei volumi trovano spazio due ampie sale per esposizioni, un auditorium per 30 persone, aree di lavoro e un ristorante guidato dallo chef stellato Jesús Sánchez.

Dall’edificio alla scala urbana

Il centro d’arte riqualifica una porzione di città. La banchina sulla quale ora sorge il Centro, prima parcheggio per le auto, è stata valorizzata ed è stato eliminato il traffico che funzionava da barriera tra questa porzione di città affacciata sull’acqua e il centro storico alle sue spalle. Un risultato conseguito soprattutto grazie alla costruzione di un tunnel con il quale si è provveduto ad interrare una strada a scorrimento veloce.

centro Botín a Santander,
centro Botín a Santander,

Per far sì che nulla impedisca la continuità tra il waterfront e il centro storico, inoltre, i «Jardines de Pereda», ossia gli storici giardini che si sviluppano vicino alla linea di costa, sono stati ampliati (la superficie è stata duplicata) e rimodellati per l’occasione dal paesaggista Fernando Caruncho in collaborazione con Renzo Piano.

I disegni di Goya (giugno – settembre 2017)

Francisco de Goya, 1815
Francisco de Goya, Altra sua pazzia nello stesso luogo, Serie Tauromaquia, 1815

Il lavoro pionieristico della Fondazione Botín nell’ambito della ricerca sui disegni dei grandi maestri spagnoli, che hanno operato dal XVII secolo fino ai nostri giorni, trova spazio in una esposizione di 80 disegni di Francisco de Goya, che – come pagine di un diario – esprimono la sua peculiare visione del mondo.

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The Student Hotel a San Lorenzo, il progetto all’Ex Dogana: “Un nuovo cuore per la città”

The Student Hotel a San Lorenzo, il progetto all'Ex Dogana: "Un nuovo cuore per la città" Sulla mappa di Roma campeggia un "nuovo cuore" che 'copre' con il suo raggio d'azione il quartiere di San Lorenzo.
Hotel a San Lorenzo, il progetto all’Ex Dogana: “Un nuovo cuore per la città”

The Student Hotel a San Lorenzo, il progetto all’Ex Dogana: “Un nuovo cuore per la città”
Sulla mappa di Roma campeggia un “nuovo cuore” che ‘copre’ con il suo raggio d’azione il quartiere di San Lorenzo. Lo sguardo, e l’attenzione, è rivolto al centro della Capitale e ai suoi storici monumenti. Un incubatore di “vita innovativa”, un ‘living lab’, retto dalla filosofia “dell’incontro”, “dell’integrazione tra studenti stranieri e locali”, con “il mondo del lavoro” in una rete ideale che unirà Roma ad una “comunità internazionale che viaggia per l’Europa”.

The Student Hotel è pronto a trasformare l’Ex Dogana di via dello Scalo di San Lorenzo e da lì allungarsi a La Sapienza, “università da 150 mila iscritti”, investendo anche lo storico quartiere popolare da ormai qualche anno attraversato da una movida non sempre ben digerita e da operazioni urbanistiche e immobiliari, spesso dietro l’etichetta della ‘rigenerazione’, contestate dalla cittadinanza. Dopo l’annuncio dei mesi scorsi, questa mattina il progetto è stato presentato nei locali dell’Ex Dogana alla presenza del Ceo del ‘The Student Hotel Group’, Charlie MacGregor, del Director of Partnerships, Frank Uffen, dell’architetto Matteo Fantoni e di Sacha Camerino, Responsabile interventi di rigenerazione urbana di CDP Immobiliare srl (CDP Group).

La filosofia

“La filosofia dello Student Hotel è quella di far convivere diversi gruppi di persone” ha spiegato McGregor. Una comunità composta da “studenti locali e stranieri, professionisti, ospiti dell’hotel, lavoratori”. E la progettazione dello spazio, “fisico ma anche mentale”, sarà strettamente funzionale a questo pensiero creando “opportunità di sviluppo”. Acquistano così grande importanza gli spazi comuni “dedicati all’incontro”. Co-working, ristoranti, una cucina in comune, una palestra. “Sarà una struttura flessibile che può essere adattata nel tempo soprattutto al piano terra, pensato come un grande contenitore permeabile e accessibile anche dall’esterno” ha spiegato l’architetto Fantoni.

Tra le parole d’ordine anche la “sostenibilità” ambientale. “La struttura consumerà poco, sarà intelligente”. Pannelli solari sul tetto per produrre energia, una facciata che crea ombra alla parte esposta a Sud “per ridurre i carichi termici” e partenariato di natura pubblica e privata divenuto un punto di riferimento con l’Università di Wageningen (WUR), l’Università di Sapienza e la start-up Amphiro finalizzato alla riduzione del 20% del consumo di acqua. Come? Attraverso contatori Amphiro che verranno installati nelle docce dei nuovi edifici The Student Hotel e mostreranno i consumi di acqua ed energetici in modo tale che gli studenti possano monitorarli. Tale consapevolezza comporta la riduzione significativa dei consumi, la spiegazione.

Attenzione anche alla mobilità, vero tallone d’Achille di Roma. “Non abbiamo bisogno di auto” ha continuato McGregor. A servizio degli ospiti dell’hotel ci sarà un parco biciclette a disposizione con la speranza che il traffico romano sia sempre più sicuro per la mobilità ciclabile.

“L’impatto sul quartiere sarà minimo” si legge su una delle slide. “Ci siamo interrogati su come creare un dialogo con l’esistente” ha spiegato l’architetto Fantoni. L’atteggiamento verso il quartiere sarà ‘open’. “Una grande piazza sarà accessibile a tutti da via dello Scalo di San Lorenzo lungo la quale verrà mantenuto il vecchio edificio che corre lungo la strada” mentre per il secondo “ci piacerebbe includerlo ma ancora non sappiamo se sarà possibile”.

La proposta per la permanenza “sarà flessibile”. C’è chi resterà per qualche mese, per un periodo che va dai 5 ai 12 mesi, ci saranno i pernottamenti più brevi, di qualche settimana, e più tradizionali ospiti dell’hotel che resteranno nella struttura solo per qualche giorno. Una slide spiega come sarà organizzata la struttura: nel piano interrato il parcheggio per le biciclette, al pian terreno lo “spazio aperto” con ristoranti, una palestra, i co-working, e altri spazi “di incontro”. In un’ala della struttura le stanze dell’hotel, nell’altra le stanze dedicate agli studenti, divise tra ‘standard’ e ‘delux’ a seconda dell’altezza e della vicinanza al piano
da cui “si potrà avere una vista sul centro storico e sui suoi monumenti” subito sopra la cucina comune. Al piano più alto, infine, ci sarà la ‘student suite’ con tanto di cucina privata.
A portare avanti questa operazione “da 90 milioni di euro” non sarà solo lo Student Hotel Group. L’area è ancora di proprietà di Cassa depositi e prestiti Immobiliare che parteciperà alla joint-venture (senza però che sia stata creata una nuova società), finalizzata alla rigenerazione dell’area, insieme al gruppo olandese. Una volta perfezionata la fase burocratica con tanto di richiesta di permessi a costruire, in questo caso portata avanti solo da Cdpi, si valuterà se e come perfezionare la vendita. I tempi non sono certi. “Non dipende da noi. Il progetto è stato consegnato il 31 gennaio scorso in regione. Utilizzeremo il Piano Casa. E ora è in una fase istruttoria”.

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