Apertura bando per investimenti – Alberghi pianura veneta

Prosegue l’azione della Regione Veneto a sostegno degli imprenditori che gestiscono alberghi e strutture ricettive: per le PMI turistiche della pianura veneta, ad esclusione della zona montana che ha già usufruito di un canale agevolativo dedicato, sono stati messi a disposizione 6 milioni di euro di contributi a fondo perduto, per la riqualificazione e lo sviluppo delle strutture in chiave innovativa, con l’intento di innalzare il livello di qualità del sistema alberghiero della regione, promuovendo quegli imprenditori che si metteranno in gioco con iniziative di alto valore innovativo.

Spiaggia di Jesolo

Spiaggia di Jesolo

Ormai sempre più le strutture alberghiere, per rimanere posizionate sul mercato, hanno la necessità di rinnovarsi, svilupparsi e proporsi secondo standard internazionali. Al fine di poter migliorare i propri standard qualitativi e di servizio, occorre che ogni struttura venga accompagnata da un partner specializzato nell’hospitality, che abbia un occhio attento e sappia affiancare gli imprenditori in un percorso di crescita ben strutturato. L’obiettivo finale è quello di poter ricevere un contributo in conto capitale fino al 30% della spesa sostenuta, quale premio per una visione all’avanguardia nel settore di riferimento.

La Sech Building e i suoi partner operano con risultati di notevole successo sul territorio del triveneto con iniziative similari, volte a sostenere le imprese in questo percorso: dopo un’attenta analisi della vostra struttura, ascolteremo le vostre esigenze e, insieme, valuteremo il percorso migliore per raggiungere il risultato che avete in mente.

Sembra una cosa scontata, ma non è così: è estremamente importante armonizzare e concretizzare l’idea di ogni imprenditore, che non deve improvvisarsi tecnico e consulente, ma ha bisogno di confrontarsi con professionisti che lo indirizzino e lo consiglino nella scelta di prodotti e servizi da inserire nella propria realtà turistica.

Questo perché i bandi europei presentano requisiti e richieste specifiche, che vanno al di là della conoscenza puntuale che un imprenditore turistico può avere. C’è bisogno di una figura esterna e professionale, in grado di verificare tutti i dettagli necessari alla partecipazione al bando, nonché redigere la documentazione necessaria e coordinare tutte le figure coinvolte.

Di seguito le caratteristiche di massima ed i dettagli del bando turismo che si aprirà a breve.

Il bando punta molto sull’innovazione dell’offerta turistica, per differenziare l’attuale tipologia di offerta, favorendo lo sviluppo di nuovi prodotti turistici e/o la differenziazione dei prodotti attuali, comprese le iniziative rivolte ad un turismo sostenibile, a creare strutture a basso impatto ambientale, che puntino a valorizzare specifiche risorse locali oppure alla realizzazione di spazi per il benessere degli ospiti.

Questo bando prevedere due diversi canali agevolativi:
• Uno prevede che l’importo della spesa ammissibile deve essere compresa tra un minimo di 100.000 Euro ed un massimo di circa 670.000 euro. Il contributo è concesso secondo la regola “de minimis” ed è pari al 30% della spesa ammissibile (contributo massimo 200.000 Euro).
• L’altro, per interventi tra 250.000 Euro e 2.500.000 Euro, prevede in alternativa un’agevolazione massima del 20% (contributo massimo 500.000 Euro)

Un’occasione da non perdere per quegli albergatori che hanno in programma un radicale e sostanziale rinnovamento della loro struttura.
La nostra azienda vi può indirizzare sulle iniziative di valore, seguendovi passo passo e concretizzando la vostra idea, trasformandola in realtà. Ci occuperemo direttamente noi della stesura e raccolta della documentazione necessaria, della presentazione della domanda, della verifica di tutti i passaggi, fino alla rendicontazione finale.
Contattateci ed esponeteci subito le vostre necessità, i servizi che intendete proporre – sarà nostro compito verificare la fattibilità e valutare insieme a voi la strada da migliore da intraprendere.

Il nostro recapito per raccogliere le adesioni è info@sechbuilding.com – oppure contattateci direttamente allo 04321636152.

Asiago: contributi a fondo perduto per le strutture alberghiere

I contributi a fondo perduto per il turismo costituiscono delle importanti opportunità per finanziare sia imprese esistenti che nuove iniziative imprenditoriali.

Il turismo è infatti uno dei settori che rappresenta un più alto tasso di innovazione, e gli strumenti in essere hanno lo scopo di supportare gli imprenditori che intendono cavalcare i nuovi trend del settore.

Da esperienze dirette sul territorio, ci siamo resi contro che l’indirizzo della comunità europea si orienterà sempre più a sostenere le imprese turistiche andando a rafforzare degli strumenti attuali, grazie agli ottimi risultati ottenuti fino a questo momento in termini di imprese finanziate.

La Regione Veneto, in particolare, ha come obiettivo quello di sostenere le imprese esistenti e supportare l’occupazione nel settore turistico strategico/innovativo per lo sviluppo locale di alcune aree interne: Unione Montana (UM) Agordina, UM del Comelico, UM Spettabile Reggenza dei Sette Comuni e il Contratto di foce Delta del Po.

La prima area di erogazione di contributi è stata individuata dalla Regione Veneto nell’area UM Spettabile Reggenza dei Sette Comuni con l’obiettivo di accrescere di accrescere la competitività dell’offerta, attraverso il concreto sostegno agli imprenditori del settore disposti ad ammodernare le proprie strutture e a potenziare i servizi rivolti agli ospiti.

Le caratteristiche per poter ottenere il contributo sono molteplici e seguono direttive Europee: oltre alle richieste specifiche per ogni tipo di intervento, è necessario presentare un business plan, in cui gli elementi di innovazione e nuove tecnologie siano preponderanti.

Le tipologie di agevolazione a fondo perduto consistono in:

  • un contributo che può arrivare fino al 50% della spesa con un tetto massimo di 100 mila euro, su una spesa tra 120 mila e 200 mila euro,
  • oppure in alternativa una misura che prevede un 20% della spesa, ma per importi di spesa compresi tra 120 mila euro e 500 mila euro.

Il bando punta molto sull’innovazione dell’ offerta turistica, favorendo lo sviluppo di nuovi prodotti e/o la differenziazione di quelli attuali, per esempio incentivando le iniziative rivolte ad un turismo sostenibile come la creazione di strutture a basso impatto ambientale che puntino a valorizzare specifiche risorse locali, oppure la realizzazione di nuovi spazi dedicati al benessere degli ospiti (area Wellness, sale giochi, sale ricreative, ecc..)

In sintesi riportiamo gli interventi previsti da questo bando:

a) opere edili/murarie e di impiantistica; b) progettazione, collaudo e direzioni lavori; c) strumenti tecnologici, comprese le dotazioni informatiche hardware e software anche per il sito web e sistemi di prenotazione elettronica; d) attrezzature, macchinari e arredi funzionali al progetto e ai prodotti turistici ad esso connessi; e) spese connesse all’ottenimento di certificazioni di qualità, di sicurezza, ambientali o energetica.

Per maggiori dettagli sui finanziamenti a fondo perduto contattate direttamente la nostra segreteria e vi verranno fornite tutte le informazioni necessarie. Per informazioni: 04321636152 – info@sechbuilding.com

Apertura bando per investimenti – Alberghi montagna veneta

Finalmente una buona notizia per gli imprenditori che gestiscono alberghi e strutture ricettive della montagna veneta: verranno messi a disposizione per le strutture turistiche alberghiere 6 milioni di euro di contributi, che serviranno per la riqualificazione e lo sviluppo delle strutture in chiave innovativa, con l’intento di innalzare il livello di qualità del sistema alberghiero della regione veneto, promuovendo quei imprenditori che si metteranno in gioco con iniziative di valore.

Lago di Santa Caterina – Auronzo di Cadore

Per le strutture alberghiere è fondamentale, un accompagnamento specializzato al fine di costruire un progetto ottimale per ogni singola realtà, coerente con le finalità previste dalla Regione. Ed è qui che entra in gioco Sech Building, società con notevole esperienza in pratiche di contributi europei e progetti di finanza agevolata.

Sech Building e i suoi partners operano con successo sul territorio del triveneto con iniziative a sostegno delle imprese: dopo un’attenta analisi della vostra struttura, raccogliamo le vostre esigenze e, insieme, valuteremo il percorso migliore per raggiungere l’obiettivo che avete in mente. Sembra una cosa scontata, ma non è cosi,  è estremamente importante armonizzare e concretizzare l’idea dell’imprenditore. Oltre al fattore di miglioramento degli immobili ricettivi, la Comunità Europea tiene in considerazione anche tutti i servizi correlati alla struttura: per questo la nostra consulenza è rivolta, dopo un’attenta analisi del fabbisogno ricettivo del territorio, a suggerire alle imprese turistiche tutta una serie di servizi che la struttura alberghiera può offrire a potenziali nuove fasce di mercato. I progetti dei nuovi prodotti turistici devono riguardare in particolar modo la valorizzazione di itinerari escursionistici e ciclo-turistici, nonché proposte di turismo enogastronomico valorizzando i prodotti tipici del territorio.

Il contributo ricevibile sarà al massimo del 40% in regime “de minimis”, fino ad un massimo di 200 mila euro in conto capitale (a fondo perduto), su una spesa di 500 mila. Per interventi di importo superiore, potrà essere erogato un contributo di minore intensità.

Ricapitolando brevemente gli investimenti, volti a favorire l’innovazione e la differenziazione dell’offerta e dei prodotti turistici dell’impresa, ammessi dalla linea contributiva riguardano:

• lavori di ammodernamento, ampliamento, ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo;
• interventi di qualificazione dei requisiti di servizio e di dotazione;
• acquisto arredi, attrezzature, impianti e strumenti tecnologici connessi all’attività (anche bike/ebike, automezzi per il trasporto di persone con disabilità e/o di bicilette);
• interventi per il miglioramento dell’efficienza energetica;
• realizzazione di aree benessere, piscine e servizi complementari alle strutture;
• interventi rivolti al miglioramento dell’accessibilità della struttura alle persone con disabilità.

Non perdete questa importantissima occasione – contattateci ed esponeteci le vostre necessità, i servizi innovativi che intendete proporre o anche le vostre perplessità.
Un team di professionisti dedicati vi può seguire passo passo, concretizzando il vostro sogno.
Il nostro recapito per raccogliere le adesioni è info@sechbuilding.com – oppure contattateci direttamente allo 04321636152.

La Lir di Mister Geox è pronta a investire a Jesolo

 La Geox pronta a comprare l’hotel Casa Bianca.
La Geox pronta a comprare l’hotel Casa Bianca.

JESOLO. La Geox pronta a comprare l’hotel Casa Bianca. C’è la famiglia Moretti Polegato dietro alla grande operazione che segue il concordato per i due hotel della galassia Giannetti, il Casa Bianca appunto, e il Monaco&Quisisana.

I problemi finanziari della nota famiglia di albergatori hanno portato al tracollo e alla perdita delle numerose strutture ricettive tra Jesolo e Roma.

È di questi giorni la notizia che la Lir, holding di partecipazioni e di investimento che fa capo a mr Geox, ha chiuso il 2017 con un fatturato complessivo sopra il miliardo di euro. Ecco perché assieme alla famiglia di albergatori jesolani Menazza ci sarebbe quale partner “pesante” la famiglia di Mario Moretti Polegato che ha sempre espresso interesse per una struttura come il Casa Bianca. Un’iniezione importante di liquidità, necessaria per un simile investimento dopo che il Monaco&Quisisana era finito anche all’asta, per circa 5 milioni di euro, poi ritirata in attesa della conclusione del concordato con il tribunale. Per quest’estate ormai i due alberghi non saranno più aperti. C’era ancora qualche speranza per il Casa Bianca che si poteva prendere magari inizialmente in affitto.

La famiglia Menazza aveva chiesto di poter subentrare intanto al Monaco&Quisisana con questa formula più agile e meno impegnativa finanziariamente in attesa dell’acquisto. Ma ormai non ci sono più i tempi.

Falso allarme anche la pulizia del giardino e il taglio dell’erba al Casa Bianca, affacciato sull’omonima piazza, deciso per una forma di decoro e rispetto della città su richiesta del rampollo della famiglia Giannetti, quel Gabriele Giannetti che è figlio del capostipite Aldo, fondatore della dinastia di albergatori. Proprio Gabriele, manager con laurea in Filosofia a Milano, si è trovato a gestire questa difficile fase del tracollo di una famiglia che ha fatto la storia del turismo a Jesolo.

Aldo, oggi anziano e ritirato, era stato anche presidente dell’Aja, albergatore austero e grande lavoratore. Si intrecciano dunque varie storie di albergatori jesolani, perché i Menazza rappresentano un altro gruppo influente al lido, con più alberghi che il patriarca, il compianto Gino Menazza, ha creato con la moglie Marsica, ancora attivissima, e i figli Igor e Daniel. Questi sono famosi anche negli ambienti della mondanità dopo aver organizzato numerose feste a bordo piscina in collaborazione con locali come Il Muretto, ospitato addirittura le riprese del film che vedeva protagonista il discusso Fabrizio

Corona. Un gruppo compatto, forte dell’unità familiare, che da solo però non avrebbe intrapreso questa nuova avventura. E, infatti, con un rinforzo del calibro di Geox potrebbe essere tutto più facile. Ora l’operazione dovrebbe essere rinviata a fine stagione, tra settembre e ottobre.

Fiumicino non raddoppia. Ma i Benetton hanno il piano B. L’Aeroporto avrà una nuova Business city

L’Aeroporto fiumicino avrà una nuova Business city
L’Aeroporto fiumicino avrà una nuova Business city

In attesa che il progetto di raddoppio dell’aeroporto possa decollare, dopo anni di “stop and go” e polemiche a non finire, a Fiumicino i Benetton provano a farsi un maxi centro direzionale. Il progetto, nelle sue grandi linee, era stato annunciato a maggio scorso. Ora però Adr, la società che fa capo alla famiglia di Ponzano Veneto e gestisce il Leonardo da Vinci, è passata ai fatti con un documento che svela i dettagli dell’operazione. L’atto, firmato venerdì da Filippo Maria Carbonari, Direttore real estate di Adr, si presenta come un “avviso di avvio attività di dialogo e promozione di un’iniziativa immobiliare finalizzata alla realizzazione di un complesso direzionale presso l’aeroporto”. Il progetto, scorrendo le carte, non solo prevede 77mila mq di uffici “ispirati ai principi del co-working”, ma anche 8.600 mq dedicati “al mondo del retail e del food & beverage”, 5.200 mq destinati a spazi congressuali e 41mila mq “di giardini e percorsi pedonali”. Ai piedi dei sette edifici, che per ora dovrebbero comporre quella che è già stata ribattezzata “Business city”, secondo il documento saranno presenti “un supermercato, palestra con centro benessere, centro medico, centro congressi, asilo, negozi, servizi alla persona e ristoranti”. Per far tutto questo Adr, controllata dalla holding Atlantia guidata dall’Ad Giovanni Castellucci, intende aprire una fase discouting per capire quanti operatori siano interessati alle varie parti del progetto. Successivamente si aprirà una fase di “prequalifica” tra gli operatori stessi, seguita da una fase di competizione per l’aggiudicazione degli spazi. L’operazione, a stare al crono programma, dovrebbe concludersi nel 2024. Dipenderà molto anche da come lavorerà l’unico consulente immobiliare finora scelto da Adr, ovvero Bnp Paribas Real Estate Advisory. Quanto ai costi dell’operazione, sempre le carte parlano di 190 milioni di euro (almeno per il momento).

Certo, gli osservatori più attenti non si nascondono che l’obiettivo principale dei Benetton resta il raddoppio dell’aeroporto, sfruttando anche i terreni di proprietà dello gruppo. Un’ambizione, quest’ultima, che tutto compreso arriverebbe a sfiorare i 20 miliardi di euro. E chissà che il lancio della nuova “Business city”, ammesso e non concesso che raccolga operatori interessati a essere coinvolti nel progetto, non si inserisca nel più vasto obiettivo perseguito da Aeroporti di Roma. I soldi non mancano, a giudicare da come i Benetton sono andati alla conquista delle autostrade spagnole (vedi Abertis) e di una quota del Tunnel della Manica. Segno, neanche a dirlo, che le concessioni pubbliche ottenute in Italia (autostradali e non) fruttano un sacco di risorse economiche. Quanto al raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino e al lancio della “Business city”, però, bisognerà vedere anche la capacità di sfondamento “lobbistico” del gruppo.

Sorgente: lanotiziagiornale.it

FEDERALBERGHI FVG: INCREMENTARE FONDI PER RICETTIVITÀ

Un’impresa del turismo su tre in Friuli Venezia Giulia è disposta a effettuare investimenti nel prossimo triennio. La maggior parte punterà a miglioramenti strutturali, ma non mancano tra gli obiettivi la formazione per il personale e il marketing online. Per questo, sottolinea la presidente regionale di Federalberghi Fvg Paola Schneider, «è necessario che la Regione aumenti i finanziamenti a disposizione della ricettività. I 28 milioni di due anni fa sono terminati e certo non può bastare il milione e 900 mila euro stanziato per il 2018».

In foto Luca Penna dell’Unione regionale di Confcommercio Fvg e Paola Schneider, presidente di Federalberghi Fvg.
In foto Luca Penna dell’Unione regionale di Confcommercio Fvg e Paola Schneider, presidente di Federalberghi Fvg.

L’Osservatorio di Confcommercio Fvg, con il contributo di Format Research, ha raccolto inoltre i dati di un questionario (373 interviste) che puntava ad approfondire l’interesse degli imprenditori a incrementare la qualità della propria azienda analizzando le prospettive di investimento. Ne emerge tra l’altro che il 42% delle imprese del turismo Fvg ha effettuato investimenti negli ultimi tre anni (dal 2015 al 2017), con una propensione più marcata in provincia di Udine (47,2%) e meno in quella di Gorizia (36,1%). Due imprese su tre (65,6%) di quelle che hanno investito lo hanno fatto in formazione del personale, il 16,4% in apertura di nuove sedi, l’8,7% in ristrutturazioni.

Il motivo dei mancati investimenti? L’assenza di necessità principalmente, ma ben il 28% dichiara di non avere avuto a disposizione i fondi necessari, propri, bancari o contributi. L’intenzione è però appunto di continuare a investire nel prossimo triennio: prospettiva che è confermata da oltre il 35% dei casi (39,7% in provincia di Udine, 36% a Pordenone, 34,2% a Trieste, 30,1% a Gorizia).

Più nel dettaglio, delle imprese che intendono investire, il 62,4% pensa a investimenti strutturali e, in particolare per l’efficientamento energetico (44,3%), la gestione dei rifiuti (42,6%), impianti per la sicurezza (31,2%) e l’accessibilità per disabili e anziani (24,1%, erano ammesse risposte multiple). Il 23,6% investirà principalmente invece nella formazione per il personale (47,9% informatica, 21,7% marketing e comunicazione) e il 12,7% nel miglioramento della gestione aziendale (69,2% sviluppo sito web, 51,8% canali social, 33% pubblicità tradizionale). Complessivamente una impresa su quattro ha effettuato investimenti di recente ed è allo stesso tempo intenzionata a proseguire. «Indicatori quindi di una forte propensione degli operatori a migliorare la qualità dell’offerta turistica regionale – sottolinea Schneider – per far fronte alle opportunità del turismo globale. Per questo servono più fondi, e pure una revisione dei rapporti con il sistema bancario».

Sorgente euroregionenews.eu

Startup – Business Angel Contro Venture Capital differenze e analogie

In questo articolo ci chiariamo le idee con altri punti sulle figure del Business Angel e Venture Capital.

Investitori Privati: Business Angel Contro Venture Capital differenze e analogie
Investitori Privati: Business Angel Contro Venture Capital differenze e analogie

Abbiamo già visto come Business Angel e Venture Capital siano investitori privati che operano nel campo delle imprese (in particolare delle startup): ma fra queste due tipologie di investitori esistono delle differenze e delle analogie particolari?

Vediamole insieme.

Soggetti finanziati

Sia i Business Angel che i Venture Capital investono nelle startup: la differenza sostanziale sta nella fase in cui queste startup si trovano per attirare questi due investitori.

I Business Angel, infatti, sono propensi a investire in startup in fase di avvio o di prima espansione: società che non sono ancora entrate sul mercato (o vi sono entrate da poco), che hanno una limitata dimensione imprenditoriale e progetti di crescita e di espansione in atto.

I Venture Capital, invece, tendono a finanziare startup che hanno già una solida posizione sul mercato e grandi possibilità di far crescere la propria attività in un tempo relativamente breve.

Importi finanziati

I Business Angel (per quel che riguarda il mercato del lavoro italiano) finanziano startup per somme che possono arrivare fino ai 200.000 euro: in caso di necessità maggiori sono possibili “cordate” fra più Business Angel.

I Venture Capital finanziano i progetti di startup anche fino ai 500.000 euro (e in alcuni casi oltre, se la possibilità di guadagno e l’idea di business sono ritenute realmente valide).

Settori di intervento

In Italia i Business Angel finanziano in modo particolare le startup che operano nel settore delle energie rinnovabili: questo fatto è una conseguenza delle caratteristiche tipiche dei Business Angel italiani.

I Venture Capital puntano soprattutto sulle startup innovative: infatti queste società sono quelle che presentano le maggiori possibilità di crescita in un periodo di tempo breve, che è l’obiettivo cui punta un Venture Capital nel momento in cui effettua un finanziamento.

Le forme di finanziamento

L’analogia più importante fra Business Angel e Venture Capital si può individuare proprio nella particolare tipologia di finanziamento offerto alle startup.

A differenza di un finanziatore formale (come può essere una banca) che offre un capitale alla startup e in cambio chiede la restituzione di tale capitale con il pagamento di una certa somma a titolo di interessi, il sistema di finanziamento di Business Angel e Venture Capital è completamente diverso.

Infatti questo soggetto investe direttamente nella startup: questo vuol dire che, in cambio del suo finanziamento, acquisisce una parte del capitale sociale della startup, diventandone a tutti gli effetti socio (e azionista).

In questo modo è in grado di seguire da vicino lo sviluppo del business e lo “stato di salute” del suo investimento, eventualmente intervenendo se si verificano dei problemi nella gestione dell’attività.

In particolare il Business Angel è in grado di consigliare al meglio lo startupper nella creazione della sua impresa e durante la fase dello sviluppo.

Per quel che riguarda il Venture Capital, la sua partecipazione ha una funzione che potrebbe essere definita di “controllo” a che lo sviluppo del business proceda nella giusta direzione.

La parte di capitale che Business Angel e Venture Capital hanno acquisito in una startup rappresenta il loro investimento: si aspettano di vedere crescere il valore della quota (in tempi diversi, 2-5 anni per i Business Angel, 5-7 anni per i Venture Capital) in modo da poterla in seguito vendere e realizzare un guadagno.

Business Angel e Capital Venture: quando convengono a una startup?

Abbiamo visto come operano Business Angel e Capital Venture: ma quando è conveniente per una startup rivolgersi a questo tipo di finanziatori, invece di ricorrere a un sistema classico di finanziamento (per esempio il finanziamento bancario).

In molti casi rivolgersi a un Business Angel è più una necessità che una scelta per una startup: infatti, soprattutto se pensiamo a una società in fase di creazione, che non può offrire particolari garanzie, salvo un’idea di business che potrebbe rivelarsi vincente, è molto difficile che una banca o una società di finanziamento “rischi” di concedere una somma in prestito (salvo siano presenti delle garanzie reali o personali).

Invece, proprio in questo caso il sistema dei Business Angel può rivelarsi quello più utile: oltre al finanziamento necessario per realizzare l’attività di impresa, una startup può anche fruire di tutta una serie di “servizi” aggiuntivi e della preziosa esperienza di soggetti che hanno già operato in un determinato mercato e ne conoscono bene le dinamiche.

Per quel che riguarda i Venture Capital, questo tipo di soggetti “entra in gioco” in una fase diversa della vita di una startup, quella di espansione: la startup ha già una posizione consolidata sul mercato, ma è pronta a compiere un ulteriore step e espandere ulteriormente la sua attività.

In questo caso potrebbe essere più semplice ottenere un finanziamento “classico”, ma se l’importo di questo finanziamento è molto alto oppure il progetto di business presenta molti rischi, è possibile che una banca rifiuti il finanziamento, oppure ponga delle condizioni e dei tassi di interesse che rischiano di diventare troppo pesanti per il bilancio della startup.

Per questo, se l’importo del finanziamento richiesto è alto e l’investimento è ad alto rischio (cui corrisponde una possibilità di crescita e guadagno altrettanto alta), la scelta migliore è quella di rivolgersi a un Venture Capital, cercando di proporre un progetto di business che possa attirare l’attenzione di questo tipo di investitore.

Ma, visto che ogni medaglia ha il suo rovescio bisogna considerare un aspetto importante: rivolgendosi a una banca per un finanziamento si può mantenere il pieno controllo e il pieno possesso della propria startup.

Rivolgendosi invece a un Business Angel o a un Venture Capital, la situazione cambia: non si ha la necessità di restituire il denaro ricevuto, ma si è costretti a cedere una parte della propria società (e a volte a cedere anche parte del potere di gestione della stessa).

Si tratta di due situazioni ben diverse: infatti nel caso il progetto di business si riveli vincente, nel caso di finanziamento richiesto a una banca bisognerà solo restituire il denaro, nel caso di investitori informali lo startupper sarà costretto a “dividere” i guadagni della sua azienda e si troverà a fare i conti con soci che, se anche di minoranza, possono a lungo andare rivelarsi “scomodi”.

Sorgente: Business angel contro venture capital | Debitoor software per fatture

Ieg, 35 mln € per il polo fieristico di Vicenza

Italian Exhibition Group ha presentato oggi il progetto di riqualificazione del quartiere fieristico vicentino. L’investimento stanziato è di 35 milioni di euro, così come previsto dal piano industriale del gruppo, approvato lo scorso dicembre dal CDA. Il nuovo padiglione 2 della fiera avrà una superficie lorda di 26mila metri quadri e sarà costruito su due livelli. L’investimento rappresenta un elemento strategico di sviluppo, non solo per l’area espositiva, ma per VicenzaOro, manifestazione di punta del polo, nello specifico.

Ieg, 35 mln € per il polo fieristico di Vicenza
Un rendering del nuovo padiglione 2 dell’area fieristica di Vicenza

“Negli ultimi tre anni, in particolare – si legge nella nota ufficiale-, nonostante le dinamiche di mercato non favorevoli, VicenzaOro ha rafforzato il suo ruolo in Europa e Medio Oriente. Motore di sviluppo della manifestazione è stato l’investimento che, nel 2015, è stato fatto sul padiglione 7. Offrendo spazi più moderni e funzionali, l’intervento ha permesso di ridisegnare la mappa degli espositori in community, mettere a punto il format di successo The Boutique Show e, di fatto, dare il via all’upgrade della fiera attraendo grandi brand e importanti operatori”.

L’edizione 2018 di VicenzaOro September è in programma dal 22 al 26 settembre prossimi.

Sorgente : Ieg, 35 mln € per il polo fieristico di Vicenza

Albergatori, per voi 200 mila euro a fondo perduto per la vostra struttura alberghiera

A breve si riaprirà la possibilità per gli albergatori del Veneto di richiedere un contributo a fondo perduto per ottenere un miglioramento qualitativo a favore della vostra impresa turistica, mentre per le strutture turistiche del FVG la linea contributiva è già attiva.

Albergatori: Contributi a fondo perduto fino al 50% per la tua struttura
Albergatori: Contributi a fondo perduto fino al 50% per la tua struttura

Da molti anni ci occupiamo di contributi a fondo perduto per il settore turistico con enormi successi sul territorio, per questo abbiamo deciso di offrire un servizio dedicato ai proprietari di strutture turistiche ed ai professionisti che li seguono, per poterli accompagnare nei loro progetti, rendendoli da semplici idee a fatti concreti.

Seguiamo scrupolosamente i progetti per poter supportare i nostri interlocutori nelle varie fasi progettuali, da quella concettuale fino a quella esecutiva conferendo il massimo valore aggiunto.

Dedichiamo le nostre risorse per la creazione di un percorso ottimale che coniughi l’idea sottostante il progetto, la stesura della domanda di contributo incorporando quello che viene richiesto dal bando per far si che il progetto risulti vincente, la realizzazione tecnica dell’investimento secondo un processo continuo di monitoraggio, finalizzato al controllo di tutti gli indicatori.

Riepilogo in breve per quale tipologia di interventi è prevista la possibilità di richiedere contributo:

• lavori di ammodernamento, ampliamento, ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo;
• interventi di qualificazione dei requisiti di servizio e di dotazione;
• acquisto arredi, attrezzature, impianti e strumenti tecnologici connessi all’attività;
• realizzazione di impianti per il miglioramento dell’efficienza energetica;
• realizzazione di aree benessere, piscine e servizi complementari alle strutture.

Il contributo ricevibile sarà al massimo del 40%, secondo la regola “de minimis”, fino ad un massimo di 200 mila euro in conto capitale (a fondo perduto).

Mi rendo disponibile a valutare insieme a voi le possibilità che offre il territorio; non esitate a contattarmi direttamente al +39 3487598645.

 

Maxi residence a Jesolo. Un progetto da 75 milioni

Il piano già approvato dal Comune è firmato dall’archistar di New York Richard Meier. Sorgerà in via Levantina nell’area dell’ex Colonia: 99 superappartamenti, hotel e garage interrati di Giovanni Cagnassi

JESOLO. Un progetto da 75 milioni di euro, nasce al lido “The Summer Houses – Design District”, residence con 99 appartamenti e albergo in via Levantina, fronte mare.

Le costruzioni ad uso turistico non si fermano e Jesolo prosegue nella sua lenta opera di rinnovamento con la costruzione di un complesso che diventerà uno dei più grandi sul litorale. Ancora una ricettività destinata a un target molto alto, che ormai ha preso il sopravvento nella Jesolo del futuro. I turisti con disponibilità economiche che scelgono la località per la sua posizione strategica, la spiaggia, l’intrattenimento ad ampio raggio, la vicinanza a Venezia.

Con queste premesse, gli investimenti non mancano perché chi ha soldi da spendere non ci pensa troppo quando si tratta di soggiornare in strutture di altissimi livello o di acquistare ville e appartamenti lussuosi. La Massimo Frontoni Avvocati, con un team formato dal fondatore Massimo Frontoni e da Andrea Mattioli, ha ricevuto l’incarico di assistere la società Ponente Italia srl e Stella del Mar srl, con gli sponsor Kronberg International – Berlin e RIV Group Sas – Jesolo.

Seguirà tutta la parte contrattualistica che è alla base della realizzazione del complesso urbanistico “The Summer Houses – Design District”. Contratti di direzione lavori, contratti con gli appaltatori e tutto quanto attiene al progetto. Sorgerà sulle aree di proprietà di Stella del Mar Srl, in corrispondenza del numero civico 241 di via Levantina, poco distante dal complesso Jesolo Lido Village.

La ex colonia è stata rasa al suolo, aprendo questa ulteriore finestra sul mare tra la zona dell’ospedale e piazza Milano che sta diventando davvero il tratto di litorale più prestigioso dopo gli anni delle piazze e dei grattacieli che hanno deluso le aspettative del mercato turistico e immobiliare.

La concessione edilizia è stata rilasciata il 16 marzo 2018 dal Comune. Il totale degli investimenti previsti è di 50 milioni di euro per la parte residenziale e altri 25 milioni per l’albergo che completerà il quadro delle strutture ricettive “stellate” al lido.

Progetto dell’archistar Richard Meier di New York che a Jesolo ha già sperimentato il suo genio allo Jesolo Lido Village. Novantanove saranno le unità residenziali oltre a una struttura ricettiva residence e hotel cinque stelle con garage interrato.

Il lotto è una delle ultime aree edificabili sul fronte mare in questa location di lusso e si estende su una superficie di complessivi 11.500 mq con forma rettangolare di circa 100 metri per 110. Una zona tranquilla e un po’ fuori dalle rotte del turismo degli eccessi, spostatosi ormai verso il cuore del lido. Da piazza Milano verso il lido est Kronberg International e RIV Group saranno gli sponsor di riferimento. Massimo Frontoni Avvocati è uno studio specializzato nel settore edilizio e immobiliare, delle grandi infrastrutture e dei servizi di pubblica utilità. Ha fornito la consulenza legale. Il gruppo Kronberg è conosciuto a livello europeo, in particolare nel mercato tedesco, austriaco e italiano, nel settore immobiliare da oltre 25 anni. RIV Group è invece uno dei leader del mercato Jesolano con 20 anni di esperienza che ha realizzato 1.000 appartamenti. Due partner importanti per una delle operazioni immobiliari di maggior peso al lido, destinata a far parlare anche perché si inserisce in un tratto di litorale contraddistinto da molteplici strutture ricettive di altissimo livello per una clientela selezionata proveniente da tutta Europa.